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11/09/2012 by Bluland Salvo Cracchiolo

“Right tribute looking to the future – Ground Zero that is born again.”
Recensione di Carlo Traina
Una foto carica di simbologie e di contraddizioni nella ricorrenza dell’11 settembre. Nello scatto i segni delle ferite mortali di Ground Zero, ma al tempo stesso gli sforzi in atto per la ricostruzione. La tragedia viene evocata dal “nero” pesante che domina buona parte della foto, e la cornice naturale della vetrata diventa – grazie al contrasto – la prigione in cui il ricordo di quel giorno rimarrà – drammaticamente – sempre vivo.

10/09/2012 by Carlo Ciraldo

“Non è sicuramente “Le Biaser de l’Hotel de Ville di Robert Doisneau”, ma lo schema è lo stesso: due ragazzi che riescono ad isolarsi ed a ritagliarsi la loro intimità mentre attorno la vita quotidiana scorre tranquilla, con i passanti – come nel “Bacio” di Doisneau – che procedono senza curarsi di loro. Qui il fotografo ha scattato un attimo prima del bacio vero e proprio (se mai c’è stato il bacio), e quindi non c’è l’impeto che troviamo nell’altra famosissima foto. C’è però tanta dolcezza, rappresentata dalla delicatezza con cui il ragazzo tiene la mano di lei. “. (recensione a cura di Carlo Traina)

5 / 09 / 2012 by Gabi Costea

In this beautiful image, Gabi Costea, is raise you to synthesize all the charm and mystery of a journey, leaving the job to the observer of imagining, according to his feelings, thoughts which are afflicting the guy on the train. Could be due to a bye in love, or a journey that will lead him far from his home and his affections, but it might be more positive, emotion for a meeting that will take place at the end of the trip.
Very effective for the purposes of this psychological reading of the photo, the choice of Black and White (deliberately accentuated tones) and the cut, which has maintained the right balance between the main subject (the guy at the window) and the train coach essential key to show us the theme of “Journey. (Rewiew by Carlo Traina)

photo of the day : 3 / 09 / 2012 by Takashi Tachi

Invisible Man is the title of the photo, but it could be well “Freedom.” Freedom is the writing on the shop in the background that contrast (sharp and in focus) with the “moved” of the man who goes by fast cycling. Freedom many times in this chaotic world, it means “disappear”, it means “not to be seen”, it means cycling, ignoring the slavery of a car.
From the technical point of view the picture “plays” a lot on the geometry of the lines (the pedestrian crossing, the rectangles of the shops and the insignia) and “chromatic minimalism.” The low light of the whole picture is interrupted only by the glow on “Liberté”, and it is there that it is brought to the viewer’s eye, stimulating the association, in fact, between “Freedom” and Invisible Man. (rewiew by Carlo Traina)

photo of the day : 31 / 08 / 2012 by Mario Palombo

Basterebbe la “scritta” a dare un senso alla foto, a definirne il messaggio, ed invece sono diversi gli elementi che completano la denuncia e la rafforzano. Prima di tutto, naturalmente, c’è il passare distratto e veloce del ragazzo di colore, probabilmente uno tra quelli che quotidianamente affronta il problema della fame e della sopravvivenza. L’associazione tra “il problema” e chi lo subisce è inevitabile e immediata.
E poi c’è la sovrapposizione delle scritte sul muro, le cancellazioni evidenti di altre precedenti denunce. Segno di proteste successive, di una società che non migliora mai e contro la quale si è “costretti” continuamente e protestare, rinnovando quindi scritte su scritte.
Infine il taglio della foto, con l’evidente sproporzione tra il muro vuoto e la parte occupata dalle frasi, dal passante e dal manifesto strappato. C’è sicuramente un disagio istintivo nel primo approccio visivo alla foto così strutturata, ma successivamente ci si rende conto che è proprio questa sproporzione a fare apparire piccolo (e quindi “fragile”) il ragazzo di colore che passa. Recensione a cura di Carlo Traina.