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In bright light . Photographs by Herb Ritts

Dal 11/12/2013 al 30/03/2014
AuditoriumExpo 

ritts

In bright light . Photographs by Herb Ritts , designed specifically for the new exhibition space AuditoriumExpo .
More than a hundred pictures of one of the greatest performers of international photography , portrait painter among other celebrities of the Hollywood star system (Madonna , Michael Jackson, Richard Gere ) and fashion, but also the author of works on the body and landscapes .

Herbert Ritts (Los Angeles, August 13, 1952 – Los Angeles , December 26, 2002 ) was an American photographer and director .
It was a fashion photographer who has focused primarily on photography in black and white portrait , inspired by the style of classical Greek sculpture . As a result, some of his most famous works are male and female nudes in the style that can be called glamor photography .

Entrance :
10 EUR + agency fees
reductions:
7 Euros ( over 65, under 26 , Parco della Musica Card) + agency fees
€ 8 ( concessions) + agency fees
4 € ( school groups ) + agency fees
Free entrance for disabled people and carers

Hours:
Monday to Thursday and Sunday from 12 am to 20;
Friday and Saturday from 12 am to 22.

In piena luce. Fotografie di Herb Ritts, concepita espressamente per il nuovo spazio espositivo AuditoriumExpo. 

Oltre cento immagini di uno dei più grandi interpreti della fotografia internazionale, ritrattista tra l’altro delle celebrities dello star system hollywoodiano (Madonna, Michael Jackson, Richard Gere) e della moda, ma anche autore di lavori sul corpo e sui paesaggi.

Herbert Ritts (Los Angeles, 13 agosto 1952 – Los Angeles, 26 dicembre 2002) è stato un fotografo e regista statunitense.
È stato un fotografo di moda, che si è concentrato soprattutto sulla fotografia in bianco e nero e sul ritratto, ispirandosi allo stile della scultura della Grecia classica. Di conseguenza, alcune delle sue opere più famose sono nudi maschili e femminili nello stile che può essere definito fotografia glamour.

Creatore delle immagini più incisive, sognanti e perfette dello star system hollywoodiano, Herb Ritts è stato un grande interprete della fotografia internazionale. Suoi sono molti dei ritratti che hanno costruito, è proprio il caso di dirlo, celebrities come Madonna, Michael Jackson o Richard Gere. Sue sono le fotografie patinate e oniriche della moda, dove gli abiti lucenti di Versace, i corpi perfetti delle modelle, sono immersi in una luce piena e vaporosa.
Concepita espressamente per l’AuditoriumExpo, In piena luce è una retrospettiva eccezionale di immagini di Herb Ritts, tra le più celebri ed altre inedite, provenienti dall’Herb Ritts Foundation di Los Angeles. In esposizione oltre 100 preziose fotografie di diverso formato, dalle imponenti stampe al platino, alla serie di stampe ai sali d’argento di medio formato fino alle grandi gigantografie spettacolari. I celebri ritratti realizzati da Herb Ritts, le fotografie di moda, i lavori sul corpo, le straordinarie immagini della California, l’eccezionale reportage sull’Africa.
Lo stile di Herb Ritts è inconfondibile, nutrito di uno sguardo potente – uno sguardo che idealizza – e che arrivò proprio nel momento giusto. Uomo colto e sensibile, appassionato di arte e di storia della fotografia, Ritts studiava le composizioni classiche, la plasticità del dialogo tra i corpi nell’arte rinascimentale, così come nelle fotografie di inizio secolo. Rapito dal rigore formale del fotografo tedesco Herbert List (suo riferimento irrinunciabile per tante immagini), Ritts cercava di comprendere il mistero che risiede al fondo di quelle perfette composizioni di luci e di volumi che, spesso distrattamente e con superficialità, vengono chiamate semplicemente “fotografie di moda”. Come è possibile restituire sulla carta fotografica il tocco serico di un tessuto cangiante, come mantenere l’aura magica di piacere che un abito di alta sartoria emana, come mettere in relazione l’aria densa di un giorno di sole con il vento, la sabbia del deserto, la pelle di una modella?
Tutte le immagini create dalla fantasia e dalla professionalità di Herb Ritts nascono dal lavoro intorno a questi temi e dalla possibilità di trovare a ogni momento, per ogni immagine da realizzare, una nuova soluzione, una nuova risposta. Gli elementi naturali di cui si alimentava il suo sguardo – il vento, la luce e la terra della California, l’orizzonte a perdita d’occhio, gli spazi immensi – entrano in ogni sua fotografia. Il risultato è una combinazione, rara e preziosa, geniale eppure semplice, di questi ingredienti.
Così come i lavori sui corpi statuari, sulle atmosfere africane, anche i ritratti di Ritts appaiono inimitabili, nati ognuno da un’intesa profonda, un’affinità intellettuale, spesso da un rapporto di amicizia. Madonna si affidò a lui per la costruzione della sua multiforme immagine e per la foto della copertina di True Blu, il suo primo LP di successo.
Nello stesso modo Liz Taylor, altra grande amica del fotografo, confidò proprio al suo obiettivo tutta la fragilità del suo corpo: la sua testa bianca, quasi completamente rasata dopo l’operazione di tumore al cervello, riempie senza vergogna il rettangolo dell’inquadratura, stagliandosi elegante sul nero dello sfondo. E ancora, il corpo sinuoso di Tina Turner, lo sguardo e gli occhiali di William Burroughs, le guance straripanti di Dizzy Gillespie che si espandono su uno sfondo bianco. Non esiste alcuno standard, nessuna formula preconfezionata nei ritratti di Ritts. Per ognuno, il fotografo inventava una creazione originale e semplice, tagliata su misura, folgorante e perfetta. E per ognuno di loro, esattamente come è avvenuto per le cinque supermodelle della sua foto forse più celebre, Ritts realizzava una creazione autonoma.

Entrata:
10 euro + spese d’agenzia
Riduzioni:
7 euro (over 65, under 26, Parco della Musica Card) + spese d’agenzia
8 euro (convenzioni) + spese d’agenzia
4 euro (gruppi scolastici) + spese d’agenzia
Ingresso gratuito per disabili e accompagnatori

Orari:
dal Lunedì al Giovedì e Domenica dalle ore 12 alle ore 20;
Venerdì e Sabato dalle ore 12 alle 22.

2/11/2012 by Elio LoZio Carrozza

Secondo quella che si definisce “Geometria umana” l’occhio e la mente umana tendono a ordinare
le cose in uno spazio secondo le più elementari geometrie semplici.
E’ per questo che la vista di questa foto risulta subito gradevole all’osservatore: il gioco di curve si propaga per tutto il fotogramma, dando profondità ed armonia.
Le figure umane poi, oltre a indicarci le proporzioni dell’opera architettonica, sono fondamentali per la foto perché “danno vita” ad un ambiente che altrimenti sarebbe risultato freddo. ( recensione a cura di Carlo Traina)

17/10/2012 by Faruken Bayraktare

Kadırga-istanbul 2012

The road, a ball and the usual kids. But in this photo Faruken Bayraktare took a peculiar aspect: not the usual run of disordered many legs for the ball, but the singular relationship between “one” child and the balloon. The others are spectators, not participating in the game, and each shows a different attitude: Some people are sitting, perhaps because they are less good at virtuosity, some people are ready to take over, there are those who are standing but with a passive behavior. And different states are well diversified by the different position that the photographer has assigned to them in the frame: the main actor in the foreground and then gradually more distant others, in relation to the role they are having with the game

29/09/2012 by Roberto Ramirez

In condizioni difficili ho provato a scrivere questo
“Là dove c’era l’erba ora c’é una città”. Sono passati tanti anni da quando Adriano Celentano denunciava la cementificazione sfrenata e sicuramente – in tutto questo tempo – ci siamo abituati a considerare le costruzioni, i grattacieli, parte integrante del panorama quotidiano. Ci sono situazioni e immagini, però, che ci ricordano quanto sia spesso prepotente il rapporto della città nei confronti dell’uomo. Come in questa foto, dove la figura imponente del grattacielo annulla quella del ragazzo col cappuccio. Molto efficace il taglio, con le due diagonali ad incorniciare la scena (recensione a cura di Carlo Traina)

25/09/2012 by Olga Shiropaeva

Reality and fiction, elegance and casual, black and white … It seems the show opposite in this photo of Olga Shiropaeva, with the man in a suit that gives the impression of wanting to “pull” away from the strange shadow that belongs to him, that is not his. The look cross-eyed, in the foreground, then helps to give even more of a sense of “unreality” to the scene.(rewiew By Carlo Traina)

23/09/2012 by Simon Mak

Wet market

The photo stop the imagine, here seems to have been a stop for the people in the photo (although Simon Mak, the photographer says that they started posing for him).
The result – in any case – are three figures with his gaze fixed that give a particular tone to the picture.
All this dropped into the chaos of their market stand: lamps mixed with neon, fish overflowing from plastic bins and displayed on flat wicker, bags hanging, peeling walls, a multitude of buckets has a little ‘everywhere. If Street Photography means telling portions of life and places in the city, with this photo so rich in detail Mak Simon took us right “inside” the Wet Market. (rewiew by Carlo Traina )

18/09/2012 by Gabi Ben Avraham

The look of a challenge: what the kid is doing with himself and with his skateboard. Even if Gabi decided to stop the image with a very short time, the sense of dynamism is all there, with his arms and legs looking for a balance uncertain, and skate that – though it is “frozen” in the air – seems to twirl. Finally, the effect of two beautiful big umbrellas that “frame” the jump of the boy.

16/09/2012 by Peppe Trotta

La scelta del B & N e dell’inquadratura in “campo lungo” sono i due aspetti che caratterizzano maggiormente questa foto dal punto di vista tecnico e danno vigore al messaggio.
L’ampiezza dell’inquadratura, infatti – con la panchina simbolicamente vuota sulla sinistra – permette di sottolineare le rispettive solitudini dei due soggetti: il cane e il suo padrone, messi in evidenza dalla zona più in chiaro del fotogramma.
Due solitudini che si fanno compagnia!
Belle le “geometrie” dell’arco in alto a sinistra e del muro che degrada verso l’uomo, posto (inutile dirlo) in uno dei punti di forza della regola dei terzi.(recensione di Carlo Traina)

15/09/2012 by Cristina Collodel

FULL
Quanti punti di forza in questa bellissima foto di Cristina Collodel!
Innanzi tutto il giusto mix tra la definizione delle persone ritratte e l’effetto vagamente flou che si nota in alcune parti dell’immagine, dovuto al riflesso del vetro ed al mosso. Poi la scelta del B & N, reso ancora più incisivo dal contrasto presente nella cornice naturale. Sebbene la scena rappresenti l’affollamento in un vagone della metropolitana, fa effetto il “disegno ordinato” delle braccia dei viaggiatori mentre le facce tradiscono chiaramente i pensieri e la stanchezza per un altro giorno, non importa se trascorso o da trascorrere.
Ma l’elemento più significativo dello scatto (il “punctum”) sta probabilmente al centro della foto: nello sguardo dell’unico bambino ritratto, e in quel suo braccio teneramente stretto a quello della persona a lui vicino. (recensione di Carlo Traina)