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17/11/2012 by Peppe Trotta

Sicuramente lo sguardo di un bambino sul mondo è diverso da quello di un adulto, lui guarda dalla finestra in modo diverso.
Forse un adulto lo fa per passare il tempo, mentre un bambino lo fa per curiosità. O forse – come nel caso della bambina della foto – lo fa per immaginarsi fuori a giocare, o a correre con la bicicletta “imprigionata”, come lei dietro la finestra, sul balcone.(recensione a cura di Carlo Traina )

16/11/2012 by Massimo Renzi

Non sappiamo cosa incuriosisce il bambino ripreso dietro il cancello, cosa lo sta interessando e cosa sta provocando l’espressione dubbiosa e un po’ triste. Però quello sguardo ci attrae, perché è intenso e ripropone l’eterno fascino di scoprire, attraverso gli sguardi dei bambini, quanta grande sia la loro sensibilità e la loro capacità di interrogarsi e di emozionarsi mentre crescono.(recensione a cura di Carlo Traina)

20/10/2012 by Gilles Fitoussi – Sorry

Sorry

A singular image, with all the details taken in an incomplete (the book of sacred readings, the black hat) but enough to make to understand that it is a time of prayer and solemnity. In the middle, highlighted by the color that stands out from the black surrounding the eyes of a child among adults. Although this detail is partial, that look conveys the mood of the child and goes straight and intense observer.
This photo is a classic example of how one can do without a wide angle showing the whole scene, and represent equally well – with a few simple elements – an event and the relations between it and the people who participate.

Un’immagine singolare, con tutti i particolari ripresi in maniera incompleta (il libro delle letture sacre, il cappello nero) ma sufficienti a fare comprendere che si tratta di un momento di preghiera e di solennità. In mezzo, in evidenza grazie al colore che spicca rispetto al nero circostante, lo sguardo di un bambino tra gli adulti. Sebbene anche questo particolare sia parziale, quello sguardo ci trasmette lo stato d’animo del bambino e arriva dritto e intenso all’osservatore.
Questa foto è un classico esempio di come si possa fare a meno di un angolo ampio che illustri tutta la scena, e rappresentare ugualmente bene – attraverso pochi elementi – un evento e le relazioni tra lo stesso e le persone che vi partecipano.

18/10/2012 by Giovanni Tower Torre

“I più felici sono coloro che vivono giorno per giorno come i bambini (…) “. Dovremmo forse pensare di più a questa frase che Johann Wolfgang Goethe scrisse nel 1774 (I dolori del giovane Werther) quando, quotidianamente, siamo costretti a confrontarci con i problemi che la vita caotica ci propone. In effetti, cosa c’è di più “contagioso” della felicità di un bambino? La foto di Giovanni Torre è bella anche per questo, perché fa “uscire fuori” dallo scatto la gioia irrefrenabile del bambino, felice perché si trova in un parco giochi dove può scatenare la sua voglia di correre e di fantasticare. E’ tutta la posa del bambino a rivelare la sua felicità: il viso sorridente, la corsa, i gomiti chiusi, e questi aspetti Giovanni li ha saputi fissare scegliendo il momento migliore per scattare. (recensione a cura di Carlo Traina)

22/09/2012 by Roberto Lepore

COMODO COSI’ ?
Cosa vede un bambino intorno a lui ? Ce lo siamo mai chiesti ? Ci siamo mai messi alla sua altezza ? Qui in questa immagine il protagonista è un bambino, con lo sguardo meravigliato, osserva il passare veloce della gente, non sembra infastidito anzi, sulla bocca un sorriso , forse si stupisce di come gli adulti distratti neanche lo vedono, sfiorandolo con il loro passaggio. Lui rimane lì “comodo” ad osservare ! La capacità dell’autore di interpretare tutto rappresentando il movimento dei passanti e ponendo l’attenzione sul bambino. (recensione di Roberta Pastore)