8/11/2012 by Alejandro Rubio

There is almost always a “crossing of glances,” outside of a church, including who gets in and who’s out. In general out there are the beggars, sometimes boys or tourists who use the stairs to sit and rest.
In those looks there are always many meanings: the practical, on simple request of a coin, in the deeper ones, on who you ask what drives a person to enter and pray, and what to remain on the fringes of the faith.
Going beyond the title that the author Alejandro Rubio gave us (“You do not remember me”), this photo expresses very well the difference of mind, and in doubtful look man, facing the woman who is entering , there is the whole mystery of dualism between faith and skepticism.
C’è quasi sempre un “incrocio di sguardi”, fuori da una chiesa, tra chi entra e chi sta fuori. In genere fuori ci sono i mendicanti, altre volte ragazzi o turisti che utilizzano i gradini per sedersi e riposarsi.
In quegli sguardi ci sono sempre tanti significati: da quelli pratici, di semplice richiesta di una moneta, a quelli più profondi, di chi si chiede cosa spinge una persona ad entrare e a pregare, e cosa invece a rimanere ai margini della fede.
Andando oltre al titolo che lo stesso autore Alejandro Rubio ci ha fornito (“Lei non si ricorda di me”), questa foto esprime molto bene questa differenza d’animo, e nello sguardo dubbioso dell’uomo, rivolto verso la donna che sta entrando, c’è tutto il mistero del dualismo tra fede e scetticismo. (rewiew by Carlo Traina)

7/11/2012 by Patrizia Paradiso

Streets of Naples, Spaccanapoli !
Una discreta sottoesposizione ed una inquadratura dal basso. Con queste scelte tecniche Patrizia Paradiso ha deciso di dare alla foto un’impostazione che mettesse in particolare luce le insegne accese ed i fari dei negozi, e desse rilievo al selciato della strada. Ne deriva una atmosfera particolare, dove – nonostante si sia ripreso il “passeggio” nella via – non c’è tra le persone della foto un vero soggetto principale. Ma è una scelta voluta, perché in realtà – trattandosi di “Spaccanapoli” (la strada più antica e caratteristica di Napoli) – il tema della foto non sono le persone, ma le è la via stessa, le sue botteghe, i paletti stradali, il tipo di pavimento.(recensione a cura di Carlo Traina)

6/11/2012 by Rami Yemini

There is a lot of light in this photo, but also the representation of opposite feelings. Playing with perspective, RamiYemini do running one of the girls portrayed on the water. While running, she appears happy and turns to the other girl, as if to encourage it to share in his joy.
The other is sitting, is turned away, and – taken from his thoughts – ignore her friend.
Between them, so seemingly far attitude, remain the two bikes parked next to each other.
Powerful composition, with the choice to focus on the water in the proportions, and the high cut which includes, besides the white wall behind the subject, even the “bands” at the top of gray and black, which gives the picture a nice contrast. (rewiew by Carlo Traina)

5/11/2012 by Sibilla Billamia Aleramo

Ci sono foto che rappresentano non solo una situazione, un evento, delle persone, ma anche “il tempo” nel quale sono state scattate. Questa è una di quelle foto: i ragazzi ripresi (probabilmente ad una fermata di autobus) incarnano le icone dei giovani del nostro tempo. Ci sono le acconciature, l’abbigliamento, i tipi di borse, le cuffiette, il telefonino. Questa immagine possiamo prenderla e conservarla in una di quelle scatole per foto che guarderemo – o qualcun altro guarderà – tra 20 o 30 anni per ricordare “come eravamo”, o come era una generazione.(recensione a cura di Carlo Traina)

4/11/2012 by Francesco Iannuzzi

Basterebbe il titolo a descrivere (anche tecnicamente) la foto. “Appuntamento al buio” è quello che si è data la coppia ripresa nella foto, e Francesco Iannuzzi ha rappresentato benissimo questo momento, scegliendo un controluce difficile ma efficace, capace di illuminare solo i volti dei due soggetti, e un angolo di ripresa che – creando delle lunghe ombre convergenti verso il centro – portano l’osservatore direttamente al maggiore punto di interesse. Tutto il resto – con la sola eccezione della scritta “Cafè” – rappresenta “il buio” indicato nel titolo, buio che avvolge e protegge l’intimità ai due ragazzi. (recensione a cura di Carlo Traina )

3/11/2012 by Roberto Perotti

Si intuisce una complicità tra le due coppie ritratte. I due ragazzi più lontani e sfuocati si guardano, forse stanno parlando; quelli di spalle sono invece più vicini tra di loro e osservano l’altra coppia. Il fascino della foto si sviluppa tutto sul gioco delle messe a fuoco, sul taglio obliquo, sul “mistero” dato dalla indecifrabilità delle espressioni.
Forse si tratta di un amore consolidato e di un altro che sta per manifestarsi, o forse più semplicemente di amici che hanno deciso di trascorrere insieme una giornata a passeggio.
In ogni è una foto che emana “romanticismo”. (recensione di Carlo Traina)

2/11/2012 by Elio LoZio Carrozza

Secondo quella che si definisce “Geometria umana” l’occhio e la mente umana tendono a ordinare
le cose in uno spazio secondo le più elementari geometrie semplici.
E’ per questo che la vista di questa foto risulta subito gradevole all’osservatore: il gioco di curve si propaga per tutto il fotogramma, dando profondità ed armonia.
Le figure umane poi, oltre a indicarci le proporzioni dell’opera architettonica, sono fondamentali per la foto perché “danno vita” ad un ambiente che altrimenti sarebbe risultato freddo. ( recensione a cura di Carlo Traina)

1/11/2012 by Ersilio Quatraro

Solo donne, di diverse età, alcune in cammino, altre ferme; tutto ciò con un taglio particolare, per evidenziare maggiormente l’universo femminile che monopolizza la foto. Se non fosse per l’abbigliamento “contemporaneo”, il bianco e nero farebbe pensare ai movimenti femministi degli anni ’70, ma qui non ci sono simboli, le espressioni sono tranquille: forse il tempo della rivoluzione femminista deve ancora venire. Purtroppo! (recensione a cura di Carlo Traina)

31/10/2012 by Bianca Romanella

Come sotto ad un riflettore, gli sposi risaltano in un gioco di luci che Bianca Romanella ha saputo gestire in maniera esemplare. Lo scatto ha colto loro, e gli altri ragazzi, in un movimento che ricorda un ballo, un girotondo, un passo di danza. Utilizzando il bianco e nero, le luci e le ombre, la fotografa porta l’osservatore a volgere la sua attenzione soprattutto ai due sposi; le altre sono figure complementari, che danno maggiore vita alla scena, senza oscurare però il ruolo principale dei due veri protagonisti. (recensione a cura di Carlo Traina)

30/10/2012 by Amos Farnitano

Si invertono i termini: non è il mondo ad essere visto da una finestra, ma è il mondo che scruta ciò che avviene dietro ai vetri di un appartamento, anzi tanti appartamenti.
Come un formicaio sezionato, ci appaiono in questa originale candid camera 10, 20 ambienti, senza filtri, senza tende, un puzzle di stanze e di storie che alla fine si riuniscono in una sola. (recensione di Carl Traina)