3/11/2012 by Roberto Perotti

Si intuisce una complicità tra le due coppie ritratte. I due ragazzi più lontani e sfuocati si guardano, forse stanno parlando; quelli di spalle sono invece più vicini tra di loro e osservano l’altra coppia. Il fascino della foto si sviluppa tutto sul gioco delle messe a fuoco, sul taglio obliquo, sul “mistero” dato dalla indecifrabilità delle espressioni.
Forse si tratta di un amore consolidato e di un altro che sta per manifestarsi, o forse più semplicemente di amici che hanno deciso di trascorrere insieme una giornata a passeggio.
In ogni è una foto che emana “romanticismo”. (recensione di Carlo Traina)

2/11/2012 by Elio LoZio Carrozza

Secondo quella che si definisce “Geometria umana” l’occhio e la mente umana tendono a ordinare
le cose in uno spazio secondo le più elementari geometrie semplici.
E’ per questo che la vista di questa foto risulta subito gradevole all’osservatore: il gioco di curve si propaga per tutto il fotogramma, dando profondità ed armonia.
Le figure umane poi, oltre a indicarci le proporzioni dell’opera architettonica, sono fondamentali per la foto perché “danno vita” ad un ambiente che altrimenti sarebbe risultato freddo. ( recensione a cura di Carlo Traina)

1/11/2012 by Ersilio Quatraro

Solo donne, di diverse età, alcune in cammino, altre ferme; tutto ciò con un taglio particolare, per evidenziare maggiormente l’universo femminile che monopolizza la foto. Se non fosse per l’abbigliamento “contemporaneo”, il bianco e nero farebbe pensare ai movimenti femministi degli anni ’70, ma qui non ci sono simboli, le espressioni sono tranquille: forse il tempo della rivoluzione femminista deve ancora venire. Purtroppo! (recensione a cura di Carlo Traina)

31/10/2012 by Bianca Romanella

Come sotto ad un riflettore, gli sposi risaltano in un gioco di luci che Bianca Romanella ha saputo gestire in maniera esemplare. Lo scatto ha colto loro, e gli altri ragazzi, in un movimento che ricorda un ballo, un girotondo, un passo di danza. Utilizzando il bianco e nero, le luci e le ombre, la fotografa porta l’osservatore a volgere la sua attenzione soprattutto ai due sposi; le altre sono figure complementari, che danno maggiore vita alla scena, senza oscurare però il ruolo principale dei due veri protagonisti. (recensione a cura di Carlo Traina)

30/10/2012 by Amos Farnitano

Si invertono i termini: non è il mondo ad essere visto da una finestra, ma è il mondo che scruta ciò che avviene dietro ai vetri di un appartamento, anzi tanti appartamenti.
Come un formicaio sezionato, ci appaiono in questa originale candid camera 10, 20 ambienti, senza filtri, senza tende, un puzzle di stanze e di storie che alla fine si riuniscono in una sola. (recensione di Carl Traina)

28/10/2012 by Munteanu Viorel

Sembra una di quelle foto da tramandare ai nipoti, da scattare per poterla poi consegnare ai ricordi. La posa del soggetto al centro è solenne ma anche imbarazzata, di chi non è abituato a tanta attenzione. Un uomo e la sua “creatura”, potrebbe titolarsi questa foto molto simbolica: una giostra, un grande cerchio creato dalle persone sui seggiolini ed al centro lui, l’artefice di quel movimento.
Looks like one of those photos to pass on to grandchildren, to take to be able to then deliver the memories. The pose of the subject in the center is solemn but also embarrassed, who is not used to so much attention. A man and his “creature” could titolarsi this photo very symbolic: a carousel, a large circle created by the people on the seats and the center he, the architect of that movement. (rewiew by Carlo Traina)

27/10/2012 by Gabi Ben Avraham

Thanks to the low viewpoint and the use of wide-angle, Gabi Ben Avraham has framed both foreground subjects that many people walking, while, with the choice of strong tones and bright colors, wanted to bring out the beautiful sunny day.
The atmosphere that “breathes” looking at the picture is that of relaxation and entertainment. To represent this, there are the woman lying in the foreground, the girl with a summer clothing, couples strolling hand in hand, the children playing.
Missing, but only because it framed, the sea, though its presence is perceived and imagined beyond the balustrade.
A picture in which – although there are some key players – it’s the “choral” to give strength and depth to the scene.
Grazie al punto di vista basso e all’uso del grandangolo, Gabi Ben Avraham ha inquadrato sia i soggetti in primo piano che le tante persone a passeggio, mentre, con la scelta dei toni forti e dei colori accesi, ha voluto far risaltare la bella giornata di sole.
L’atmosfera che si “respira” guardando la foto è quella del relax e dell’intrattenimento. A rappresentare tutto ciò ci sono la donna sdraiata in primo piano, la ragazza con un abbigliamento estivo, le coppie che passeggiano mano nella mano, i bambini che giocano.
Manca, ma soltanto perché non inquadrato, il mare, anche se la sua presenza si percepisce e si immagina al di là della balaustra.
sea, relax, street photographyUna foto in cui – sebbene ci siano alcuni soggetti principali – è l’aspetto “corale” a dare forza e spessore alla scena.(rewiew by Carlo Traina)

26/10/2012 by Sammy Sharon

Many say that animals reflect the character (and often the appearance) of their masters, and vice versa. In this photo the photographer took this aspect: the ladies bike and the dog that brings in the basket have the same behavior, the same serious expression and elegant.
In a word, as rightly pointed out Sammy Sharon in the title, “Togetherness” (intimacy)
Molti affermano che gli animali rispecchiano il carattere (e spesso le sembianze) dei loro padroni, e viceversa. In questa foto il fotografo ha colto proprio questo aspetto: il signore in bicicletta e il cagnolino che porta nel cesto hanno lo stesso portamento, la stessa aria seria ed elegante.
In una parola, come ha giustamente sottolineato Sammy Sharon nel titolo, “Togetherness” (intimità) (rewiew by carlo Traina)

25/10/2012 by Bianca Romanella

Il messaggio di questa foto si sviluppa su due piani: quello “descrittivo” e quello “simbolico”.
Il primo è immediato e chiaro: donne anziane che discutono più o meno animatamente tra di loro, una scena di vita cittadina che incontriamo frequentemente alle fermate degli autobus, nei mercati, davanti alle chiese.
Il secondo è più “simbolico”, e fa riferimento al rapporto “vecchio-giovane”. Per raccontarci questo rapporto il fotografo ha utilizzato 2 elementi: il manifesto dietro le “vecchine” e l’autobus di passaggio. In realtà il manifesto è nascosto, ma è sufficiente il numero per indicarci che si tratta della pubblicità di un famoso profumo, quello che ormai tutto il mondo associa a Marilyn Monroe (simbolo indiscusso di bellezza e di gioventù). E poi c’è l’altro manifesto, quello sull’autobus di passaggio, dove sono ritratti 3 giovani, pieni di energia e allegri.
Questa foto è un bell’esempio di come – mettendo in relazione tra di loro diversi elementi di una scena – si possa andare oltre alla semplice rappresentazione dei soggetti fotografati.(recensione a cura di Carlo Traina)

24/10/2012 by Noppadol Weerakitti

Surely it is a comparison risky, but this photo reminds some respects a shot of the famous 1932: one with whom Charles C. Ebbets immortalized 11 workers, sitting on a steel beam suspended in mid-air during the construction of Rockefeller Center in New York.
After 80 years, there are still legs suspended in the air of a skyscraper, to show how – despite the progress – some works are always in need of skill and courage of the man.
Excellent cutting and framing, which indicate clearly where we are: a high floor of a skyscraper. The choice of time (recovery of only legs) is functional to the photo: the whole figure, in fact, occupying the entire central part of the image, would have reduced the importance of the panorama below, essential key to contextualize the action of man .
Sicuramente è un raffronto azzardato, ma questa foto ricorda per alcuni aspetti uno scatto famosissimo del 1932: quello con cui Charles C. Ebbets immortalò 11 operai , seduti su una trave in acciaio sospesa a mezz’aria durante la costruzione del Rockefeller Center di New York.
Dopo 80 anni, ci sono ancora gambe sospese nel vuoto di un grattacielo, a testimoniare come – nonostante il progresso – alcuni lavori abbiano sempre bisogno della perizia e del coraggio dell’uomo.
Ottimo il taglio e l’inquadratura, che indicano con chiarezza dove ci troviamo: un piano altissimo di un grattacielo. Anche la scelta del momento (ripresa delle sole gambe) è funzionale alla foto: la figura intera, infatti, occupando tutta la parte centrale dell’immagine, avrebbe ridotto l’importanza del panorama sottostante, chiave essenziale per contestualizzare l’azione dell’uomo.
(rewiew by Carlo Traina)