5 /12 /2012 by Pasquale Brancato

Un' anonima saracinesca chiusa segnata da graffiti fa da sfondo ad un' artista di strada.Questa immagine di Pasquale Brancato potrebbe essere tratta dall' ambientazione, in un set immaginario, di un film felliniano come "La Strada". Traspare un velo di malinconia nel protagonista, ma il movimento e il rosso della giubba gli danno forza e lo fanno vivere. Un'immagine ricca di emozione e sentimento chiara dimostrazione della sensibilità dell'autore.
Un’ anonima saracinesca chiusa segnata da graffiti fa da sfondo ad un’ artista di strada.Questa immagine di Pasquale Brancato potrebbe essere tratta dall’ ambientazione, in un set immaginario, di un film felliniano come “La Strada”. Traspare un velo di malinconia nel protagonista, ma il movimento e il rosso della giubba gli danno forza e lo fanno vivere. Un’immagine ricca di emozione e sentimento chiara dimostrazione della sensibilità dell’autore. (recensione a cura di Roberta Pastore )

4 /12 /2012 by Riccardo Romano

Per descrivere l’estate in uno scatto Riccardo Romano ha scelto di giocare con le forme e con le linee che il panorama gli offriva. Forme e linee che non sono inserite solo per dare un senso geometrico alla foto, ma perché funzionali al “racconto”. Il vero soggetto di questa foto infatti non è la donna che passa nascosta e con il viso celato. Nonostante la foto sia in bianco e nero, e quindi i colori caldi e accesi dell’estate non siano sottolineati, il vero soggetto è il sole, evocato dalle grandi strutture in primo piano, dagli ombrelloni aperti che si intravedono sullo sfondo, e dalle larghe tese del cappello della donna.(recensione a cura di Carlo Traina)
Per descrivere l’estate in uno scatto Riccardo Romano ha scelto di giocare con le forme e con le linee che il panorama gli offriva. Forme e linee che non sono inserite solo per dare un senso geometrico alla foto, ma perché funzionali al “racconto”. Il vero soggetto di questa foto infatti non è la donna che passa nascosta e con il viso celato. Nonostante la foto sia in bianco e nero, e quindi i colori caldi e accesi dell’estate non siano sottolineati, il vero soggetto è il sole, evocato dalle grandi strutture in primo piano, dagli ombrelloni aperti che si intravedono sullo sfondo, e dalle larghe tese del cappello della donna.(recensione a cura di Carlo Traina).

3 /12 /2012 by Gregorio Tommaseo

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Il messaggio della foto ruota tutto attorno al titolo volutamente ambiguo: mentre per tutti “Wall Street” è la famosa via di New York, per Gregorio Tommaseo è invece un muro su una strada anonima. Laggiù Wall Street indica il mondo della finanza, del denaro e dei colletti bianchi, qui è il luogo dove un uomo cerca di elemosinare qualche spicciolo suonando il violino.
A parte il “messaggio” e il significato, vanno apprezzati soprattutto la composizione, il bianco e nero, e la scelta di scattare in un momento di estrema solitudine in cui si è venuto a trovare il “nostro” violinista.(recensione a cura di Carlo Traina)

1 /12 /2012 by Gianni Boradori

Le stazioni hanno vite diverse: quelle delle grandi città mostrano un via vai caotico di persone che arrivano o partono, saluti veloci o abbracci prolungati, volti sorridenti e lacrime. Poi ci sono le piccole stazioni dei paesi, dove spesso le pensiline sono deserte e i viaggiatori figure isolate in attesa di un treno che parta. Immagini che trasmettono la sensazione dei tempi dilatati, di solitudine ma anche di serenità, di riflessione. Gianni Boradori ci mostra una di queste stazioncine, con una sola viaggiatrice ed il suo treno fermo. Colpisce l’assenza di altre persone e la mancanza di alcun movimento, ma forse è l’elemento compositivo quello che rende l’immagine particolarmente efficace: le linee convergenti portano l’occhio al tunnel posto al centro del fotogramma, alla grande macchia di nero che ci fa pensare al buio, evocando così l’eterno mistero di ciò che ci è sconosciuto. (recensione a cura di Carlo Traina)
Le stazioni hanno vite diverse: quelle delle grandi città mostrano un via vai caotico di persone che arrivano o partono, saluti veloci o abbracci prolungati, volti sorridenti e lacrime. Poi ci sono le piccole stazioni dei paesi, dove spesso le pensiline sono deserte e i viaggiatori figure isolate in attesa di un treno che parta. Immagini che trasmettono la sensazione dei tempi dilatati, di solitudine ma anche di serenità, di riflessione. Gianni Boradori ci mostra una di queste stazioncine, con una sola viaggiatrice (o forse solo una pittrice che traccia la scena sopra ai suoi fogli) ed il suo treno fermo. Colpisce l’assenza di altre persone e la mancanza di alcun movimento, ma forse è l’elemento compositivo quello che rende l’immagine particolarmente efficace: le linee convergenti portano l’occhio al tunnel posto al centro del fotogramma, alla grande macchia di nero che ci fa pensare al buio, evocando così l’eterno mistero di ciò che ci è sconosciuto. (recensione a cura di Carlo Traina)

 

28/11/2012 by Turi Calafato

Anche se in natura luce ed ombra sono concetti difficilmente scindibili, questo non avviene in fotografia. Quindi, spesso, il fotografo cerca di trovare le ombre in qualsiasi situazione dove sia presente una luce per non rendere la fotografia poco significativa. In questo scatto Turi Calafato ci da l’immagine di due donne intente ad osservare alcune opere in mostra, esaltando ed enfatizzando le loro ombre,proprio per dare al suo scatto un particolare significato e fare in modo di comunicare una particolare sensazione all’osservatore. (recensione a cura di Roberta Pastore).

27/11/2012 by Mario Mancuso

Passaggi veloci in una metropolitana, movimento di una folla frenetica in continuo mutamento. L’uomo assorto nella lettura, forse distratta, di un quotidiano sembra non accorgersi di loro. Mario Mancuso ci racconta uno spaccato di vita quotidiana prendendo spunto da uno dei luoghi più frequentati dagli street photographers. (recensione a cura di Roberta Pastore)

25/11/2012 by Dana Caspi

In the countries of south of the world is common to find that the boys – when they are not exploited in the work – spend most of their time in the streets. In the image of Dana Caspi the 4 boys – under the “direction” of the woman sitting on the steps – they improvised a dance school on the sidewalk of the house. The aspect that gives more thickness to the picture is surely the attention and the serious attitude that the two young couples show to follow councils of the teacher. A photo that is midway between Street and the Reportage and succeeded very well to “embrace”both (rewiew by Carlo Traina )

24/11/2012 by Sumana Halder

There are no special meanings “hidden” to be found in the photo by Sumana Halder, and certainly not necessary, because the image is beautiful to her: there is the tenderness of the three children who observe the water and the boat, there are the tones warm who transmit serenity, but above all there is a perfect composition. Despite the unusual cut, since all subjects in the image (including the boat) are “placed” in an order designed to give great harmony. (rewiew by Carlo Traina)
(Non ci sono significati particolari “nascosti” che si trova nella foto di Sumana Halder, e certamente non è necessario, perché l’immagine è bella di lei: c’è la tenerezza dei tre bambini che osservano l’acqua e la barca, ci sono i toni caldi che trasmettono serenità, ma soprattutto vi è una composizione perfetta. Nonostante il taglio insolito, dal momento che tutti i soggetti nell’immagine (compresa la barca) sono “collocati” in un ordine studiato per dare grande armonia.