14/11/2012 by Gigi Viglione

Sembra un’elaborazione, con due diverse immagini affiancate tra di loro. Invece è l’inquadratura che ha separato esattamente a metà la fotografia: da un lato i binari, la pensilina, il treno; dall’altro il passaggio sopra la stazione con una figura umana che si sta allontanando. Due momenti diversi rappresentati in un’unica figura: il viaggio e l’arrivo (o la partenza). Anche se i toni contrastati, il bianco e nero, le luci della sera, fanno pensare al ritorno stanco di un pendolare, l’immagine del treno fermo e della stazione mantengono il fascino del luogo da dove si può sempre partire per andare ad esplorare città o paesi sconosciuti, o per fuggire dalla noia quotidiana. (recensione a cura di Carlo Traina)

13/11/2012 by Clay Butch Benskin

Many times the sensuality is located in a simple and spontaneous act, and it is stated more strongly than situations created and scrolls.
It ‘s the case of the photo of Clay Butch Benskin, where sensuality is celebrated by the action of the woman – like a modern Cinderella – has to deal with his “shoe.” In this case not the lose, must change, but the symbolism is equally strong. The darkness creates an atmosphere of mystery, the woman’s face is in shadow, but the gesture light of the leg and foot are the unequivocal representation of eroticism always linked to women’s shoe.
Molte volte la sensualità si trova in un gesto semplice e spontaneo, e si afferma in maniera più forte rispetto a situazioni create e volute.
E’ il caso della foto di Clay Butch Benskin, dove la sensualità viene celebrata dall’azione della donna che – come una moderna Cenerentola – deve fare i conti con la sua “scarpina”. In questo caso non la perde, deve cambiarla, ma la simbologia è ugualmente forte. L’oscurità crea un’atmosfera di mistero, il volto della donna è in ombra, ma il gesto leggero della gamba e del piede sono la rappresentazione inequivocabile di quell’erotismo legato da sempre alla scarpa femminile.(rewiew by Carlo Traina )

12/11/2012 by Dana Caspi

Two children face the street in a mach of boxing are clearly playing. prove the gloves fitted by one of the two children and the calm attitude of an adult nearby. Although it is a game, however, the two children have an intense look, are concentrated in a for a battle that still considered “true.” Besides them, and man, again sitting on the edge of the photo, there is a third child looking – perhaps in the role of referee – the match.
Dana Caspi good to stop their faces and eyes full of determination children.
This photo is a good document of those “street games” that – disappeared in Western cities full of traffic – still survive and maintain their charm on the outskirts of the world
Due bambini si affrontano per strada in un mach di pugilato: stanno chiaramente giocando, lo dimostrano i guantoni calzati da uno dei due bambini e l’atteggiamento sereno della persona adulta poco distante. Nonostante sia un gioco però, i due bambini hanno uno sguardo intenso, sono concentrati nella parte per un combattimento che comunque considerano “vero”. Oltre a loro, e all’uomo, ripreso seduto ai margini della foto, c’è un terzo bambino che osserva – forse nel ruolo di arbitro – il match.
Brava Dana Caspi a fermare proprio i volti e gli occhi pieni di grinta dei bambini.
Questa foto è un bel documento di quei “giochi in strada” che – scomparsi nelle città occidentali piene di traffico – ancora sopravvivono e mantengono il loro fascino nelle periferie del mondo.(rewiew by Carlo Traina)

11/11/2012 by Akhmad Ripani

As the clock on a tower, the long shadow of the woman scans the late hour, the sun, the time of returning home. It ‘a photo minimalist, where there are also important and emblematic signs, such as the large shadow of a building or the arrow on the road facing random – but symbolically – to the woman. Perfect composition, with a large imaginary diagonal across the frame and the two elements (the woman and the sign) positioned according to the rule of thirds, all represented with a delicate black and white, as if it were the work of a pencil.
Come l’orologio di un campanile, l’ombra lunga della donna scandisce l’ora tarda, del sole al tramonto, l’ora del rientro a casa. E’ una foto minimalista, dove non mancano però segni importanti ed emblematici, come la grande ombra di un edificio o la freccia sulla strada rivolta casualmente – ma simbolicamente – verso la donna. Perfetta la composizione, con una grande diagonale immaginaria che attraversa il fotogramma e i due elementi (la donna e il cartello) posizionati secondo la regola dei terzi; il tutto rappresentato con un bianco e nero delicato, come se fosse opera di una matita.(rewiew by Carlo Traina)

9/11/2012 by Iris Bary

A woman in an empty bus looks outside, in the rain. The cut has chosen Iris Bary is original and effective special prominence to the empty seats and adjusted for depth of field to focus primarily on the woman, his cap pulled down over his head and drops of rain on the window. Few elements to represent the loneliness and thoughts that often accompany us in our lives, even during the most ordinary and repetitive, such as those taking a bus.
Una donna dentro un autobus vuoto guarda fuori, mentre piove. Il taglio che ha scelto Iris Bary è originale ed efficace: risalto particolare ai sedili vuoti e profondità di campo regolata per mettere a fuoco soprattutto la donna, il suo cappuccio calato sulla testa e le gocce di pioggia sul finestrino. Pochi elementi per rappresentare la solitudine e i pensieri che spesso ci accompagnano nella nostra vita, anche durante i momenti più quotidiani e ripetitivi, come ad esempio quelli di prendere un autobus.(rewiew by Carlo Traina)

8/11/2012 by Alejandro Rubio

There is almost always a “crossing of glances,” outside of a church, including who gets in and who’s out. In general out there are the beggars, sometimes boys or tourists who use the stairs to sit and rest.
In those looks there are always many meanings: the practical, on simple request of a coin, in the deeper ones, on who you ask what drives a person to enter and pray, and what to remain on the fringes of the faith.
Going beyond the title that the author Alejandro Rubio gave us (“You do not remember me”), this photo expresses very well the difference of mind, and in doubtful look man, facing the woman who is entering , there is the whole mystery of dualism between faith and skepticism.
C’è quasi sempre un “incrocio di sguardi”, fuori da una chiesa, tra chi entra e chi sta fuori. In genere fuori ci sono i mendicanti, altre volte ragazzi o turisti che utilizzano i gradini per sedersi e riposarsi.
In quegli sguardi ci sono sempre tanti significati: da quelli pratici, di semplice richiesta di una moneta, a quelli più profondi, di chi si chiede cosa spinge una persona ad entrare e a pregare, e cosa invece a rimanere ai margini della fede.
Andando oltre al titolo che lo stesso autore Alejandro Rubio ci ha fornito (“Lei non si ricorda di me”), questa foto esprime molto bene questa differenza d’animo, e nello sguardo dubbioso dell’uomo, rivolto verso la donna che sta entrando, c’è tutto il mistero del dualismo tra fede e scetticismo. (rewiew by Carlo Traina)

7/11/2012 by Patrizia Paradiso

Streets of Naples, Spaccanapoli !
Una discreta sottoesposizione ed una inquadratura dal basso. Con queste scelte tecniche Patrizia Paradiso ha deciso di dare alla foto un’impostazione che mettesse in particolare luce le insegne accese ed i fari dei negozi, e desse rilievo al selciato della strada. Ne deriva una atmosfera particolare, dove – nonostante si sia ripreso il “passeggio” nella via – non c’è tra le persone della foto un vero soggetto principale. Ma è una scelta voluta, perché in realtà – trattandosi di “Spaccanapoli” (la strada più antica e caratteristica di Napoli) – il tema della foto non sono le persone, ma le è la via stessa, le sue botteghe, i paletti stradali, il tipo di pavimento.(recensione a cura di Carlo Traina)

6/11/2012 by Rami Yemini

There is a lot of light in this photo, but also the representation of opposite feelings. Playing with perspective, RamiYemini do running one of the girls portrayed on the water. While running, she appears happy and turns to the other girl, as if to encourage it to share in his joy.
The other is sitting, is turned away, and – taken from his thoughts – ignore her friend.
Between them, so seemingly far attitude, remain the two bikes parked next to each other.
Powerful composition, with the choice to focus on the water in the proportions, and the high cut which includes, besides the white wall behind the subject, even the “bands” at the top of gray and black, which gives the picture a nice contrast. (rewiew by Carlo Traina)

5/11/2012 by Sibilla Billamia Aleramo

Ci sono foto che rappresentano non solo una situazione, un evento, delle persone, ma anche “il tempo” nel quale sono state scattate. Questa è una di quelle foto: i ragazzi ripresi (probabilmente ad una fermata di autobus) incarnano le icone dei giovani del nostro tempo. Ci sono le acconciature, l’abbigliamento, i tipi di borse, le cuffiette, il telefonino. Questa immagine possiamo prenderla e conservarla in una di quelle scatole per foto che guarderemo – o qualcun altro guarderà – tra 20 o 30 anni per ricordare “come eravamo”, o come era una generazione.(recensione a cura di Carlo Traina)

4/11/2012 by Francesco Iannuzzi

Basterebbe il titolo a descrivere (anche tecnicamente) la foto. “Appuntamento al buio” è quello che si è data la coppia ripresa nella foto, e Francesco Iannuzzi ha rappresentato benissimo questo momento, scegliendo un controluce difficile ma efficace, capace di illuminare solo i volti dei due soggetti, e un angolo di ripresa che – creando delle lunghe ombre convergenti verso il centro – portano l’osservatore direttamente al maggiore punto di interesse. Tutto il resto – con la sola eccezione della scritta “Cafè” – rappresenta “il buio” indicato nel titolo, buio che avvolge e protegge l’intimità ai due ragazzi. (recensione a cura di Carlo Traina )