9 /12 /2012 by Arthur Vilenskiy

As in a mixer Arthur Vilenskiy has added to this picture - through the reflections - different figures that overlap. In this way he showed, in a single image, the outside of the street and the two girls sitting at the bar. A composition apparently "messy", but in the ultimately leads the observer to concentrate especially on the inside, and the atmosphere of relaxation that the two girls transmit. (rewiew by Carlo Traina)
As in a mixer Arthur Vilenskiy has added to this picture – through the reflections – different figures that overlap. In this way he showed, in a single image, the outside of the street and the two girls sitting at the bar. A composition apparently “messy”, but in the ultimately leads the observer to concentrate especially on the inside, and the atmosphere of relaxation that the two girls transmit. (rewiew by Carlo Traina)

7 /12 /2012 by Ömer Diyelim

The depth of field and accent (the focus) pointed on the cat, are a way to emphasize the character self-centered of this animal, which is also one of the most loved 4-legged companions of the man. It 's always been a special relationship, the one between the cat and the man, of distance but also of complicity, always with reciprocal respect. This photo is a good example this relation: the man is far ... but there is, and the cat looks at him in a overturned position than usual: he austere on a park bench, the man on the street ... like any stray animal .(rewiew by Carlo Traina)
The depth of field and accent (the focus) pointed on the cat, are a way to emphasize the character self-centered of this animal, which is also one of the most loved 4-legged companions of the man. It ‘s always been a special relationship, the one between the cat and the man, of distance but also of complicity, always with reciprocal respect. This photo is a good example this relation: the man is far … but there is, and the cat looks at him in a overturned position than usual: he austere on a park bench, the man on the street … like any stray animal .(rewiew by Carlo Traina)

6 /12 /2012 by Andrea Pholigni

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Potete giurarci: quando una “banda” di ragazzini trova uno spazio libero da macchine, parcheggi e senza il solito via vai di gente, quello spazio diventa in un attimo un campo di calcio. Un pallone appare magicamente e qualcuno comincia subito a correre e a imitare tiri e finte dei grandi campioni. Per quei ragazzini conta solo questo, e sicuramente poco importa di giocare avendo sullo sfondo un pezzo di Storia. (recensione a cura di Carlo Traina)

 

 

5 /12 /2012 by Pasquale Brancato

Un' anonima saracinesca chiusa segnata da graffiti fa da sfondo ad un' artista di strada.Questa immagine di Pasquale Brancato potrebbe essere tratta dall' ambientazione, in un set immaginario, di un film felliniano come "La Strada". Traspare un velo di malinconia nel protagonista, ma il movimento e il rosso della giubba gli danno forza e lo fanno vivere. Un'immagine ricca di emozione e sentimento chiara dimostrazione della sensibilità dell'autore.
Un’ anonima saracinesca chiusa segnata da graffiti fa da sfondo ad un’ artista di strada.Questa immagine di Pasquale Brancato potrebbe essere tratta dall’ ambientazione, in un set immaginario, di un film felliniano come “La Strada”. Traspare un velo di malinconia nel protagonista, ma il movimento e il rosso della giubba gli danno forza e lo fanno vivere. Un’immagine ricca di emozione e sentimento chiara dimostrazione della sensibilità dell’autore. (recensione a cura di Roberta Pastore )

4 /12 /2012 by Riccardo Romano

Per descrivere l’estate in uno scatto Riccardo Romano ha scelto di giocare con le forme e con le linee che il panorama gli offriva. Forme e linee che non sono inserite solo per dare un senso geometrico alla foto, ma perché funzionali al “racconto”. Il vero soggetto di questa foto infatti non è la donna che passa nascosta e con il viso celato. Nonostante la foto sia in bianco e nero, e quindi i colori caldi e accesi dell’estate non siano sottolineati, il vero soggetto è il sole, evocato dalle grandi strutture in primo piano, dagli ombrelloni aperti che si intravedono sullo sfondo, e dalle larghe tese del cappello della donna.(recensione a cura di Carlo Traina)
Per descrivere l’estate in uno scatto Riccardo Romano ha scelto di giocare con le forme e con le linee che il panorama gli offriva. Forme e linee che non sono inserite solo per dare un senso geometrico alla foto, ma perché funzionali al “racconto”. Il vero soggetto di questa foto infatti non è la donna che passa nascosta e con il viso celato. Nonostante la foto sia in bianco e nero, e quindi i colori caldi e accesi dell’estate non siano sottolineati, il vero soggetto è il sole, evocato dalle grandi strutture in primo piano, dagli ombrelloni aperti che si intravedono sullo sfondo, e dalle larghe tese del cappello della donna.(recensione a cura di Carlo Traina).

3 /12 /2012 by Gregorio Tommaseo

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Il messaggio della foto ruota tutto attorno al titolo volutamente ambiguo: mentre per tutti “Wall Street” è la famosa via di New York, per Gregorio Tommaseo è invece un muro su una strada anonima. Laggiù Wall Street indica il mondo della finanza, del denaro e dei colletti bianchi, qui è il luogo dove un uomo cerca di elemosinare qualche spicciolo suonando il violino.
A parte il “messaggio” e il significato, vanno apprezzati soprattutto la composizione, il bianco e nero, e la scelta di scattare in un momento di estrema solitudine in cui si è venuto a trovare il “nostro” violinista.(recensione a cura di Carlo Traina)

1 /12 /2012 by Gianni Boradori

Le stazioni hanno vite diverse: quelle delle grandi città mostrano un via vai caotico di persone che arrivano o partono, saluti veloci o abbracci prolungati, volti sorridenti e lacrime. Poi ci sono le piccole stazioni dei paesi, dove spesso le pensiline sono deserte e i viaggiatori figure isolate in attesa di un treno che parta. Immagini che trasmettono la sensazione dei tempi dilatati, di solitudine ma anche di serenità, di riflessione. Gianni Boradori ci mostra una di queste stazioncine, con una sola viaggiatrice ed il suo treno fermo. Colpisce l’assenza di altre persone e la mancanza di alcun movimento, ma forse è l’elemento compositivo quello che rende l’immagine particolarmente efficace: le linee convergenti portano l’occhio al tunnel posto al centro del fotogramma, alla grande macchia di nero che ci fa pensare al buio, evocando così l’eterno mistero di ciò che ci è sconosciuto. (recensione a cura di Carlo Traina)
Le stazioni hanno vite diverse: quelle delle grandi città mostrano un via vai caotico di persone che arrivano o partono, saluti veloci o abbracci prolungati, volti sorridenti e lacrime. Poi ci sono le piccole stazioni dei paesi, dove spesso le pensiline sono deserte e i viaggiatori figure isolate in attesa di un treno che parta. Immagini che trasmettono la sensazione dei tempi dilatati, di solitudine ma anche di serenità, di riflessione. Gianni Boradori ci mostra una di queste stazioncine, con una sola viaggiatrice (o forse solo una pittrice che traccia la scena sopra ai suoi fogli) ed il suo treno fermo. Colpisce l’assenza di altre persone e la mancanza di alcun movimento, ma forse è l’elemento compositivo quello che rende l’immagine particolarmente efficace: le linee convergenti portano l’occhio al tunnel posto al centro del fotogramma, alla grande macchia di nero che ci fa pensare al buio, evocando così l’eterno mistero di ciò che ci è sconosciuto. (recensione a cura di Carlo Traina)

 

28/11/2012 by Turi Calafato

Anche se in natura luce ed ombra sono concetti difficilmente scindibili, questo non avviene in fotografia. Quindi, spesso, il fotografo cerca di trovare le ombre in qualsiasi situazione dove sia presente una luce per non rendere la fotografia poco significativa. In questo scatto Turi Calafato ci da l’immagine di due donne intente ad osservare alcune opere in mostra, esaltando ed enfatizzando le loro ombre,proprio per dare al suo scatto un particolare significato e fare in modo di comunicare una particolare sensazione all’osservatore. (recensione a cura di Roberta Pastore).

27/11/2012 by Mario Mancuso

Passaggi veloci in una metropolitana, movimento di una folla frenetica in continuo mutamento. L’uomo assorto nella lettura, forse distratta, di un quotidiano sembra non accorgersi di loro. Mario Mancuso ci racconta uno spaccato di vita quotidiana prendendo spunto da uno dei luoghi più frequentati dagli street photographers. (recensione a cura di Roberta Pastore)