Category Archives: street photography

27/10/2012 by Gabi Ben Avraham

Thanks to the low viewpoint and the use of wide-angle, Gabi Ben Avraham has framed both foreground subjects that many people walking, while, with the choice of strong tones and bright colors, wanted to bring out the beautiful sunny day.
The atmosphere that “breathes” looking at the picture is that of relaxation and entertainment. To represent this, there are the woman lying in the foreground, the girl with a summer clothing, couples strolling hand in hand, the children playing.
Missing, but only because it framed, the sea, though its presence is perceived and imagined beyond the balustrade.
A picture in which – although there are some key players – it’s the “choral” to give strength and depth to the scene.
Grazie al punto di vista basso e all’uso del grandangolo, Gabi Ben Avraham ha inquadrato sia i soggetti in primo piano che le tante persone a passeggio, mentre, con la scelta dei toni forti e dei colori accesi, ha voluto far risaltare la bella giornata di sole.
L’atmosfera che si “respira” guardando la foto è quella del relax e dell’intrattenimento. A rappresentare tutto ciò ci sono la donna sdraiata in primo piano, la ragazza con un abbigliamento estivo, le coppie che passeggiano mano nella mano, i bambini che giocano.
Manca, ma soltanto perché non inquadrato, il mare, anche se la sua presenza si percepisce e si immagina al di là della balaustra.
sea, relax, street photographyUna foto in cui – sebbene ci siano alcuni soggetti principali – è l’aspetto “corale” a dare forza e spessore alla scena.(rewiew by Carlo Traina)

26/10/2012 by Sammy Sharon

Many say that animals reflect the character (and often the appearance) of their masters, and vice versa. In this photo the photographer took this aspect: the ladies bike and the dog that brings in the basket have the same behavior, the same serious expression and elegant.
In a word, as rightly pointed out Sammy Sharon in the title, “Togetherness” (intimacy)
Molti affermano che gli animali rispecchiano il carattere (e spesso le sembianze) dei loro padroni, e viceversa. In questa foto il fotografo ha colto proprio questo aspetto: il signore in bicicletta e il cagnolino che porta nel cesto hanno lo stesso portamento, la stessa aria seria ed elegante.
In una parola, come ha giustamente sottolineato Sammy Sharon nel titolo, “Togetherness” (intimità) (rewiew by carlo Traina)

25/10/2012 by Bianca Romanella

Il messaggio di questa foto si sviluppa su due piani: quello “descrittivo” e quello “simbolico”.
Il primo è immediato e chiaro: donne anziane che discutono più o meno animatamente tra di loro, una scena di vita cittadina che incontriamo frequentemente alle fermate degli autobus, nei mercati, davanti alle chiese.
Il secondo è più “simbolico”, e fa riferimento al rapporto “vecchio-giovane”. Per raccontarci questo rapporto il fotografo ha utilizzato 2 elementi: il manifesto dietro le “vecchine” e l’autobus di passaggio. In realtà il manifesto è nascosto, ma è sufficiente il numero per indicarci che si tratta della pubblicità di un famoso profumo, quello che ormai tutto il mondo associa a Marilyn Monroe (simbolo indiscusso di bellezza e di gioventù). E poi c’è l’altro manifesto, quello sull’autobus di passaggio, dove sono ritratti 3 giovani, pieni di energia e allegri.
Questa foto è un bell’esempio di come – mettendo in relazione tra di loro diversi elementi di una scena – si possa andare oltre alla semplice rappresentazione dei soggetti fotografati.(recensione a cura di Carlo Traina)

24/10/2012 by Noppadol Weerakitti

Surely it is a comparison risky, but this photo reminds some respects a shot of the famous 1932: one with whom Charles C. Ebbets immortalized 11 workers, sitting on a steel beam suspended in mid-air during the construction of Rockefeller Center in New York.
After 80 years, there are still legs suspended in the air of a skyscraper, to show how – despite the progress – some works are always in need of skill and courage of the man.
Excellent cutting and framing, which indicate clearly where we are: a high floor of a skyscraper. The choice of time (recovery of only legs) is functional to the photo: the whole figure, in fact, occupying the entire central part of the image, would have reduced the importance of the panorama below, essential key to contextualize the action of man .
Sicuramente è un raffronto azzardato, ma questa foto ricorda per alcuni aspetti uno scatto famosissimo del 1932: quello con cui Charles C. Ebbets immortalò 11 operai , seduti su una trave in acciaio sospesa a mezz’aria durante la costruzione del Rockefeller Center di New York.
Dopo 80 anni, ci sono ancora gambe sospese nel vuoto di un grattacielo, a testimoniare come – nonostante il progresso – alcuni lavori abbiano sempre bisogno della perizia e del coraggio dell’uomo.
Ottimo il taglio e l’inquadratura, che indicano con chiarezza dove ci troviamo: un piano altissimo di un grattacielo. Anche la scelta del momento (ripresa delle sole gambe) è funzionale alla foto: la figura intera, infatti, occupando tutta la parte centrale dell’immagine, avrebbe ridotto l’importanza del panorama sottostante, chiave essenziale per contestualizzare l’azione dell’uomo.
(rewiew by Carlo Traina)

23/10/2012 by Gerard Dubois

Early morning on the beach, Nice, France.
It ‘s the composition to drive, in this photo, our feelings, with the sea in the background common to the three key players: the man in the foreground, the man on the shore, the men in the boat (probably fishermen) in distance into the sea.
The man in the foreground is focused on the mobile phone and is clearly disinterested – from the emotional point of view – the view in front of him. The man on the shore, however, is more involved, it is in contemplation, and brings to mind some lines of the poem “Man and the Sea” by Charles Baudelaire: “The sea is your mirror, contemplate your soul … ‘
The men in the boat are “inside” the sea, live in a more intense way that you can.
Three subjects and three different ways to interact with the sea and with its suggestions.
E’ la composizione a guidare, in questa foto, le nostre sensazioni, con il mare a fare da sfondo comune ai tre soggetti essenziali: l’uomo in primo piano, l’uomo sulla riva, gli uomini in barca (verosimilmente pescatori) in lontananza nel mare.
L’uomo in primo piano è concentrato sul telefonino e appare chiaramente disinteressato – dal punto di visto emotivo – al panorama che ha davanti. L’uomo sulla riva, invece, è più coinvolto, è in contemplazione, e fa venire in mente alcuni versi della poesia “L’uomo e il mare” di Charles Baudelaire: “Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima …”
Gli uomini nella barca sono invece “dentro” il mare, lo vivono nella maniera più intensa che sia possibile.
Tre soggetti e tre differenti modi di interagire con il mare e con le sue suggestioni.(rewiew by Carlo Traina)

22/10/2012 by Григорий Ганкин

The underpasses of the city almost always evoke environments unsavory, dark and smelly, but this photo manages to subvert that image, thanks to these figures that convey “kindness: the man in the background with the bike, but especially the girl in the foreground despite only see in silhouette, exudes elegance and grace.
Another, as often happens, it is left to the imagination of the observer, and the lack of natural light does not help us to understand if the scene takes place during the day, evening or night. Any hypothesis, therefore, can be plausible: she will go to a romantic date or simply it is a trivial return home after a day’s work? And the “cyclist” … is his natural way, or was so fascinated by the girl to the point to follow her to share a little bit of the journey with you?
I sottovia delle città evocano quasi sempre ambienti poco raccomandabili, bui e maleodoranti, ma questa foto riesce a sovvertire tale immagine, grazie alle figure presenti che trasmettono “gentilezza: l’uomo nello sfondo con la bicicletta, ma soprattutto la ragazza in primo piano che, nonostante si veda solo in silhuette, fa trasparire eleganza e garbo.
Altro, come spesso accade, è lasciato alla fantasia dell’osservatore, e la mancanza della luce naturale non ci aiuta a capire se la scena si svolge di giorno, di sera o di notte. Qualunque ipotesi, quindi, può essere verosimile: lei andrà verso un incontro romantico o più semplicemente si tratta di un banale rientro a casa dopo una giornata di lavoro? E il “ciclista” … è quello il suo tragitto naturale, oppure è rimasto così affascinato dalla ragazza fino al punto di seguirla per condividere un pezzo di tragitto con lei?
(rewiew by Carlo Traina)

21/10/2012 by Karen Ali

The terrified face in the foreground, the person who seems to escape (thanks to the effect “moved”) from that place, the oblique cut of some typical shooting reportage made ​​in situations of danger, the predominant red … All this makes it look like this shot a frame, stolen from a horror movie.
Il volto terrorizzato in primo piano, la persona che sembra scappare (grazie all’effetto “mosso”) da quel luogo, il taglio obliquo tipico di alcune riprese dei reportage effettuati in situazioni di pericolo, il rosso predominante … Tutto ciò fa somigliare questo scatto ad un fotogramma, rubato ad un film horror.(rewiew by Carlo Traina)

20/10/2012 by Gilles Fitoussi – Sorry

Sorry

A singular image, with all the details taken in an incomplete (the book of sacred readings, the black hat) but enough to make to understand that it is a time of prayer and solemnity. In the middle, highlighted by the color that stands out from the black surrounding the eyes of a child among adults. Although this detail is partial, that look conveys the mood of the child and goes straight and intense observer.
This photo is a classic example of how one can do without a wide angle showing the whole scene, and represent equally well – with a few simple elements – an event and the relations between it and the people who participate.

Un’immagine singolare, con tutti i particolari ripresi in maniera incompleta (il libro delle letture sacre, il cappello nero) ma sufficienti a fare comprendere che si tratta di un momento di preghiera e di solennità. In mezzo, in evidenza grazie al colore che spicca rispetto al nero circostante, lo sguardo di un bambino tra gli adulti. Sebbene anche questo particolare sia parziale, quello sguardo ci trasmette lo stato d’animo del bambino e arriva dritto e intenso all’osservatore.
Questa foto è un classico esempio di come si possa fare a meno di un angolo ampio che illustri tutta la scena, e rappresentare ugualmente bene – attraverso pochi elementi – un evento e le relazioni tra lo stesso e le persone che vi partecipano.

19/10/2012 by Mario Steigerwald

the-last-dance
The title (The Last Dance) and the framing are the main strengths of this beautiful photo of Mario Steigerwald.
The dark, given the predominance of much of the frame’s focus key actors in the scene: the pair of dancers, the only ones in a bright room. But the photographer has placed them in the background as to want to respect their privacy while maintaining – discreetly – a distance from them. Also the man out of the ballroom, in darkness and in the background, accentuates the sweet solitude conquered by the couple for their “Last Dance”, creating, along with the play of light and shadow, a fantastic atmosphere.
Il titolo (The Last Dance) e l’inquadratura sono i principali punti di forza di questa bella foto di Mario Steigerwald.
Il buio, elemento predominante di gran parte del fotogramma, mette in particolare risalto gli attori principali della scena: la coppia dei ballerini, gli unici ad essere in un ambiente illuminato. Ma il fotografo li ha posti in secondo piano, come a volerne rispettare l’intimità, mantenendo – con discrezione – una distanza da loro. Anche l’uomo fuori della sala da ballo, in penombra e in disparte, accentua la dolce solitudine conquistata dalla coppia per il loro “ultimo ballo”, creando, insieme al gioco di luci ed ombre, una fantastica atmosfera.(recensione a cura di Carlo Traina)

18/10/2012 by Giovanni Tower Torre

“I più felici sono coloro che vivono giorno per giorno come i bambini (…) “. Dovremmo forse pensare di più a questa frase che Johann Wolfgang Goethe scrisse nel 1774 (I dolori del giovane Werther) quando, quotidianamente, siamo costretti a confrontarci con i problemi che la vita caotica ci propone. In effetti, cosa c’è di più “contagioso” della felicità di un bambino? La foto di Giovanni Torre è bella anche per questo, perché fa “uscire fuori” dallo scatto la gioia irrefrenabile del bambino, felice perché si trova in un parco giochi dove può scatenare la sua voglia di correre e di fantasticare. E’ tutta la posa del bambino a rivelare la sua felicità: il viso sorridente, la corsa, i gomiti chiusi, e questi aspetti Giovanni li ha saputi fissare scegliendo il momento migliore per scattare. (recensione a cura di Carlo Traina)